100 anni di Boccioni

di Redazione

Sono passati 100 anni dalla morte di Umberto Boccioni, oggi forse più di ieri è necessario riscoprire il talento di questo artista per comprendere l’influenza enorme che ha avuto sull’arte di tutto il ‘900, italiano ed internazionale.
Una retrospettiva nutrita a Palazzo Reale, Milano, racconta l’evoluzione del genio scomparso troppo presto, che dagli esordi neo divisionisti ha lasciato un segno indelebile nel Futurismo italiano.

Nelle prime stanze della mostra troverete in proposito questo capolavoro, appartenente alla collezione Barilla.
Boccioni l’ha dipinto nel 1908, un anno dopo aver visto Previati e Segantini (di cui si trovano alcuni lavori in mostra) alla Biennale di Venezia del 1907.

060Umberto Boccioni, Romanzo di una cucitrice, 1908, olio su tela, 150 x 170 cm
Parma, Collezioni Barilla di Arte Moderna

L’esposizione prosegue con una completa selezione di opere su carta, disegni preparatori, bozzetti, che raccontano passo passo l’evoluzione della ricerca di Umberto Boccioni, dagli albori fino alle sperimentazioni Futuriste.

3321_Img2061_DurerUmberto Boccioni, Atlante delle immagini, 1895-1909, 22 tavole con ritagli di riproduzioni artistiche e altri materiali a stampa su carta color paglierino, 59 × 39 cm ciascuna.
Verona, Biblioteca Civica, Fondo Callegari-Boccioni

E poi il turno degli oli e delle sculture, testimonianze indelebili di un assoluto precursore del suo tempo.

Una mostra elegante, ricca di spunti (a volte forse un po’ complicati), che vale la pena visitare per completare alcuni tasselli nell’evoluzione del mondo dell’arte italiano del primo ‘900.

240Umberto Boccioni, Corpo umano (Dinamismo), 1913, olio su tela, 80×65 cm
Milano, Museo del Novecento

Con il biglietto per la mostra di Palazzo Relae sarà possibile visitare anche il Museo del Novecento e il percorso prefuturista appositamente costruito nelle sue sale per abbracciare l’artista in un contesto storico e artistico che lo valorizzi ulteriormente.

UMBERTO BOCCIONI. GENIO E MEMORIA

Milano, Palazzo Reale. 

23 marzo – 10 luglio 2016

A cura di Francesca Rossi con Agostino Contò

SCANAVINO: un nodo in gola

Di Redazione

La vicenda artistica di Emilio Scanavino racconta alcune tra le pagine più belle della storia dell’arte italiana del ‘900. Ligure, nato nel 1922, raggiunge la maturità dopo un percorso legato alla figurazione che lo traghetta verso “il nodo”. Quel celebre nodo che riprodurrà come un fortunato marchio di fabbrica sino alla morte, nel 1986.

Il nodo, delineato, riconoscibile, simulacro di tormenti interiori e sensazioni astratte, spesso rosse.

Scanavino L'Arco

Emilio Scanavino, L’Arco, olio su tela, 1972 – 60×60 cm, Galleria Dep Art

Nel 1960 la vittoria al Premio Spoleto. Nel 1966 la partecipazione alla Biennale di Venezia e la vittoria del premio Pininfarina. Nel 1970 il Gran Premio alla Biennale di Mentone e la fortunata amicizia con il collezionista Franco Castelli. Nel 1971 la delicata operazione alla testa, la guarigione, e poi l’avvio a una nuova fase creativa della sua pittura. Nel 1971 insieme allo scultore Alik Cavaliere per la Biennale di San Paolo del Brasile, crea la grande opera “Omaggio all’America Latina”. Non viene esposto perché cita i nomi di alcuni desparecidos, in polemica con il regime militare allora al governo in Brasile.

Oggi Emilio Scanavino lo potete trovare, tra i vari luoghi di prestigio in Italia e nel mondo, al Museo della Permanente di Milano, al Museo del ‘900, al Mambo di Bologna, al Gamec di Bergamo.

Il suo mercato è solido, poco speculato, ragionevole per un collezionista alle prime armi e per un esperto amante del bello. Il top lot all’incanto è del 2007, un Alfabeto del ’57 che ha toccato i 78.000 euro.  Bastano però alcune decine di migliaia di euro per una bella tela dagli anni ’50 in avanti. I disegni e gli acquarelli sono molto poetici e hanno spesso prezzi sotto i 5.000 euro. Il fatturato complessivo nelle aste di Scanavino è di oltre mezzo milione di euro (dal 2000 in poi), quasi completamente legato al mercato italiano, ma con alcune significative vendite in Svizzera, Francia e Germania. I tassi di invenduti sono bassi, sintomo di poca speculazione in merito.

Per consulenze e richieste gratuite vi ricordiamo che gli esperti di Arte Moderna e Contemporanea di Wannenes sono a vostra disposizione:

Milano  Massimo Vecchia m.vecchia@wannenesgroup.com
Tel. + 39 02 72023790

Roma  Guido Vitali g.vitali@wannenesgroup.com
Tel. + 39 06 69200565

 

Vi segnaliamo in conclusione la mostra di prossima apertura alla Galleria Dep Art di Milano

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SCANAVINO. OPERE 1968 – 1986

Organizzata in collaborazione con l’Archivio Scanavino e con testo critico di Claudio Cerritelli, la monografica espone dal 9 aprile fino al 1° giugno circa 25 opere datate tra il 1968 e il 1986. L’esposizione offre un approfondimento dell’opera di Scanavino attraverso  splendidi lavori dalla fine degli anni ’60 in poi – come Eccesso del ’69 e gli splendidi Alfabeti senza fine del 1974 e del 1977 – concludendo il percorso con l’importante dipinto Storia in quattro tempi del 1986.

Dep Art | Via Comelico 40, 20135 Milano
9 aprile – 1 giugno 2016
Inaugurazione venerdì 8 aprile, ore 18.30
Orari da martedì a sabato, ore 10.30 – 19.00
Chiuso domenica e lunedì

Quelle strane teste di Baj

Di Redazione

Gallerie importanti alle spalle, un lavoro coerente e molto personale, grande artigianalità. Enrico Baj sta aspettando solo la consacrazione definitiva del mercato, i suoi prezzi sono ancora sufficientemente calmierati per poter fare buoni affari.

A livello accademico, non c’è nulla da dire. Se volete ammirare da vicino alcuni suoi capolavori non dovete far altro che visitare il Museo Del Novecento a Milano.

Come il vino buono, non resta che metterlo in cantina e aspettare qualche anno, non può che migliorare.

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Al momento il record all’incanto è un “Generale” del 1961, passato di mano per 90.000 euro nel 2010. In ultima analisi i prezzi per una bella tela spaziano dai 40 ai 90.000 euro, mentre con le carte, le stampe e le acqueforti si commercia agevolmente con poche migliaia di euro. Le sculture sono molto più rare e tuttavia i loro prezzi sono inferiori ai dipinti buoni. Citiamo una Creazione Tessile del 1963 che è stata venduta da Sotheby’s a Londra nel giugno 2009 per 76.000 euro, segnale del fatto che non solo di mercato nazionale si parla. Questo per quanto riguarda il mercato di Baj alle aste (che ha oltrepassato il mezzo milione di euro nel 2015 come fatturato complessivo interno), ma è in galleria e nelle contrattazioni private che si gioca l’altra metà della partita.

Basti ricordare lo straordinario stand commemorativo che Giorgio Marconi ha dedicato a Baj al MiArt. Oltre le bellissime mostre in galleria. E chi è stato a Bologna lo scorso gennaio avrà certamente notato lo stand della galleria Dellupi.

L’Archivio dell’artista è conservato presso l’Archivio del ‘900 del Mart di Rovereto.

Enrico Baj, Galleria Dellupi, 2015, a cura di Miroslava HajekInaugurazione della mostra di Enrico Baj alla Galleria Dellupi, 2015

Il nostro Dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea è l’interlocutore adatto se volete alienare o acquistare un’opera di Enrico Baj.

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Milano  Massimo Vecchia m.vecchia@wannenesgroup.com
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Breve Biografia

Enrico Baj (Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, 16 giugno 2003) è stato un pittore, scultore e anarchico italiano.

Studiò al liceo classico, quindi iniziò gli studi di Medicina, per abbandonarli dopo la seconda guerra mondiale a favore della Facoltà di Giurisprudenza (che completò diventando avvocato) e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, che frequentò parallelamente. Baj ha sempre avuto rapporti con poeti e letterati italiani e stranieri (André Breton, Marcel Duchamp, Raymond Queneau, Edoardo Sanguineti, Umberto Eco ed altri ancora) ed ha collaborato con le proprie illustrazioni alle edizioni di testi classici e moderni.

Nel 1951 tiene la prima personale alla Galleria San Fedele di Milano dove espone opere informali; nello stesso anno fonda insieme a Sergio Dangelo il Movimento della Pittura Nucleare. Nel 1953 insieme ad Asger Jorn fonda il Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista, in polemica con la Scuola di Ulm di Max Bill; nel 1954 i due artisti danno vita agli Incontri internazionali della ceramica ad Albissola Marina presso le Ceramiche Mazzotti ai quali partecipano Lucio Fontana, Emilio Scanavino, Karel Appel, Guillaume Corneille, Sebastian Matta, Aligi Sassu, Edouard Jaguer e altri.

Negli anni cinquanta collabora alle riviste d’avanguardia Il Gesto, Boa e Phases. Nel corso degli anni, la passione della scrittura aumenta portandolo alla pubblicazione di numerosi libri tra i quali Patafisica (1982), Automitobiografia (1983), Impariamo la pittura, Fantasia e realtà con Guttuso, Ecologia dell’arte.

Nel 1957 firma il manifesto Contro lo stile e tiene la prima personale all’estero, presso la Gallery One di Londra; nel 1959 aderisce al Manifeste de Naples. Nel 1962 partecipa a New York alla mostra The Art of Assemblage, occasione nella quale conosce Duchamp. Tra il 1963 e il 1966 trascorre molte tempo a Parigi dove entra a far parte del Collège de Pataphysique. Nel 1964 ottiene una sala personale alla Biennale di Venezia e nello stesso anno espone alla Triennale di Milano.

Sempre attento agli aspetti sociali del proprio lavoro, consacra nel 1972 una grande tela ai “Funerali dell’anarchico Pinelli”, dove riprende le proprie figure ispirate a Guernica ed i propri personaggi grotteschi e da parodia. Dopo 40 anni, l’opera è stata esposta a Palazzo Reale di Milano nell’estate 2012.

Il manifesto ed il bando di gara ufficiali di “San Giorgio su Legnano scacchi” riportano la scultura Gli scacchi dell’artista, da sempre logo della manifestazione. Baj aveva deciso, come gesto di amicizia nei confronti degli organizzatori del torneo, di permettere gratuitamente la riproduzione della sua opera per pubblicizzare la competizione.