Moderna & Contemporanea e Design. Eccellenti performance

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Eccellenti performance per aste di Arte Moderna e Contemporanea e di Design del 18 e 19 giugno, che si sono concentrate verso opere iconiche dei maestri italiani del XX secolo per la prima sessione per un totale di 396.746 euro, e delle grandi firme del design Made in Italy anni ’50 e ’60 per la successiva tornata, che ha fatto registrare 666.608 euro.
Giorgio De Chirico con le sue misteriose Bagnati del 1946, è stato protagonista della serata dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea (lotto 44, aggiudicazione 62.000 euro). Un’opera che racconta l’ultima grande fase del percorso artistico del maestro della Metafisica, quello cosiddetto ‘barocco’, che gli studiosi del Pictor Optimus fanno risalire al 1938, quando De Chirico, in polemica contro il Modernismo da lui stesso fondato, ritorna a rileggere i classici della pittura antica attraverso una chiave onirica e fantastica.
La piazza d’onore per una Natura morta di Giacomo Balla, un saggio di bella pittura degli anni Trenta, assai lontana dai clamori avanguardisti (lotto 89, aggiudicazione 34.720 euro).
Le parole ricamate di Alighiero Boetti, ci introducono infine verso un concettuale quanto colorato corto circuito, dove l’artista attraverso l’apparente giustapporsi casuale delle lettere rivendica la propria identità artistica (lotto 108, aggiudicazione 32.240 euro).
Da sottolineare che un corpus di sei opere serigrafate su lastra d’acciaio di Michelangelo Pistoletto del 1962-68, assai vicine alla famose ‘figure riflettenti’ che l’anno reso famoso all’interno del movimento dell’Arte Povera, hanno totalizzato complessivamente 110.360 euro (lotti 55-60).
Guido Vitali, responsabile Dipartimento Arte Moderna e Contemporanea, così ha commentato l’esito della vendita: “L’asta ha premiato tre grandi maestri della pittura italiana del XX secolo, con opere iconiche del loro percorso artistico. La riconoscibilità, unita alla provenienza e ad un inserimento nei cataloghi ragionati, sono le carte vincenti per un interesse costante da parte di un pubblico che sceglie la qualità.”
Per quanto riguarda il Design e le Arti Decorative del XX secolo spicca un bel cassettone in legno di faggio di Gio Ponti realizzato per Giordano Chiesa negli anni ’50 (lotto 568, aggiudicazione 34.720 euro), uno scrittoio da camera con toilette in legno di palissandro di Ico Parisi presentato da Altamira alla mostra di New York del 1954 (lotto 539, aggiudicazione 17.360 euro), e nove sedie in legno e vinilpelle imbottita di Gio Ponti realizzate per Cassina negli anni ’50 (lotto 574, aggiudicazione 11.160 euro). Una vendita che ha fatto registrare un ottimo 66.1% di venduto per lotto e uno splendido 170,5% per valore, ma Gilberto Baracco responsabile insieme ad Andrea Schito del Dipartimento Design a Arti Decorative del XX secolo, a conclusione dell’asta ha aggiunto una nuova chiave di lettura: “I grandi maestri hanno amplificato a livello globale l’interesse per le aste di design, ma il dato più interessante è che il mercato internazionale premia anche la manifattura anonima ma di qualità che ha sempre contraddistinto la produzione italiana”.

Design Italiano Moderna classicità

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Gli anni Cinquanta sono il decennio d’oro dell’Italia che si risolleva dai disastri della guerra. Industria e creatività
sono parte di un progetto comune volto a consolidare quella fiducia che nel decennio successivo porterà al boom economico. Il design italiano in questa decade emerge come realtà imprenditoriale che unisce con fantasia eccellenza artigianale e serialità.
Franco Albini fu l’architetto della leggerezza, delle linee ferme, semplici, correttissime. Diceva: “Sono i vuoti che occorre costruire, essendo aria e luce i materiali da costruzione”.
La libreria Lb7 realizzata per Poggi nel 1957 in legno di palissandro e alluminio verniciato è un esempio di misura ed eleganza, un contrappunto tra forma e spazio, che ancora oggi incanta per la sua moderna classicità (lotto 517 stima 3.500 – 4.000).
Umberto Nordio nella sua lunga carriera di architetto e designer seppe coniugare un culto finissimo per il dato ornamentale di matrice accademica ad attenzione artigianale per i dettagli e i materiali che fanno del suo funzionalismo borghese se non di un ‘ritorno’, una continuità con il ‘mestiere’ del fare.
Un esempio ci viene da una coppia di poltrone bianche con schienale alto del 1949 per il salone delle feste di prima classe del transatlantico “Conte Biancamano” (stima 1500-1800 euro) Varato nel 1925 nel 1948 venne sottoposta ad importanti lavori di ammodernamento nei Cantieri di Monfalcone. Al riallestimento collaborarono pittori come Massimo Campigli, Mario Sironi, Roberto Crippa,
Edina Altara, all’arredo e alla decorazione parteciparono Gustavo Pulitzer e Giò Ponti mentre le sculture erano opera di Marcello Mascherini. Tra le sculture, quella dell’ampio soffitto che ornava il salone delle feste che raffigurava il mito di Giasone e del vello d’oro.
Altri importanti protagonisti sono i designer Ico e Luisa Parisi, che già nel 1947 avevano fondato lo studio ‘La Ruota’ per la progettazione d’architettura e d’arredi.
Uno scrittoio toilette con piano in smalto su rame realizzato per Azucena, esecuzione De Poli, pittore Pietro Zuffi, presentato nella mostra sul design italiano di New York del 1954 sarà esitato con una stima di 5.000 – 6.000 euro.
Infine, un raffinato cassettone in legno di faggio e ottone di Gio Ponti – superbo interprete di flessibilità dell’estro creativo alla produzione seriale – realizzato negli anni ’50 per Giordano Chiesa (lotto 568 stima 12.000 – 14.000 euro).