Schifano, una collezione romana

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Mario Schifano è stato un artista dalla personalità impressionante. Dagli esordi pop con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1964 all’evoluzione degli anni ’70 e ’80, dalla Scuola di Piazza Del Popolo alle frequentazioni eccellenti con Moravia, Pasolini, Fellini.

Una produzione imponente: i marchi pubblicitari, le biciclette, i fiori, le palme.
E poi il rapporto con i media o la natura, e i suoi “paesaggi anemici”.

Schifano (Libia-1934, Roma-1998) è stato senza mezzi termini uno dei maggiori artisti del secondo ‘900 italiano. Negli ultimi anni si è persino detto che l’apertura di Gagosian a Roma fosse avvenuta proprio per ragioni legate al lavoro di Twombly e Schifano. Le sue opere sono esposte nei maggiori musei italiani e in prestigiose strutture oltreoceano.

Luca Beatrice scrive di lui: “Schifano è divorato dalla passione per il colore e pensa alla pittura in termini inediti di sperimentazione, ma la sua voracità tocca anche la musica rock, la bicicletta, una Rolleiflex del 1958 da cui nascono le inquadrature monocrome che aprono la strada all’utilizzo della fotografia accanto alla pittura, e soprattutto le donne che impazziscono per questo giovanotto con il fisico da attore americano sbarcato sul Tevere. I soldi della sua prima mostra li spende per una MG bianca: non ha la patente e si schianta contro un palo. Una storia indissolubilmente legata a quella di Roma (nonostante Mario fosse nato in Libia nel 1934) città puttana e traditrice, allo stesso tempo accogliente e materna come avevano ben capito Fellini e Pasolini.”

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Nella prossima asta di Wannenes dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea, che si terrà presso Open Care in Via Piranesi 10 il 9 giugno 2016, troverete 6 lotti di Mario Schifano provenienti da una preziosa collezione romana (dal lotto 14 al 17). Per la consultazione, le immagini e tutte le informazioni potete sfogliare il catalogo QUI

I lavori della scuola di Piazza del Popolo stanno diventando una certezza sul mercato e hanno avuto ottimi risultati in tutte le ultima aste. Attualmente il record di Schifano all’incanto è stato registrato a New York nel 2015: 687.978 € per uno smalto del 1961, Cleopatra’s Dream.
In vendita da Wannenes segnaliamo un’iconica palma di fine anni ’70. 

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MARIO SCHIFANO (Homs 1934 – Roma 1998) Senza titolo, 1979-80
Smalto e plexiglass su tela, cm 205 x 105 
Stima € 20.000 – 30.000

WANNENES, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2016
Tornata Unica ore 19.00 lotti 1 – 215
OPEN CARE / FRIGORIFERI MILANESI
VIA PIRANESI 10, MILANO

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Cocktail preview (su invito) lunedì 6 giugno 2016, ore 18.30
Esposizione opere dal 7 al 9 giugno, 10.00 – 18.00

CATALOGHI

Il catalogo è consultabile on line su www.wannenesgroup.com
Per i cataloghi cartacei: a.vigo@wannenesgroup.com
+ 39 010 2530097 Genova
+ 39 06 69200565 Roma
+ 39 02 72023790 Milano

FINALMENTE BARUCHELLO

Di Redazione

La grande mostra in Triennale, la partecipazione alla Biennale di Venezia nella mostra curata da Massimiliano Gioni, le personali alla Galleria De Carlo, sono solo alcune delle motivazioni che raccontano la crescita e la riscoperta del lavoro di Gianfranco Baruchello.

Artista a lungo ignorato dal mercato, outsider sin dagli esordi, Baruchello oggi è un artista apprezzato e popolare. Nei primi Sessanta colleziona frammenti e li immortala con matite colorate su tele bianche, alcuni collezionisti americani si innamorano dei suoi plexiglass, e lui smette immediatamente di farli. E poi i teatrini con collage di giornali degli anni ’70, le scenografie teatrali, le carte.

Oggi, la celebrazione: lo amano sia Maurizio Cattelan che Hans Ulrich Obrist. Il più potente gallerista italiano, Massimo De Carlo, gli dedica lo stand anche alla fiera di New York.

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In una recente intervista rilasciata ad Alessandra Mammì, all’Espresso, Baruchello ha dichiarato:

Dai primi anni Sessanta agli anni Dieci del nuovo secolo. Cinquant’anni di solitudine e ora la gloria. Come spiega quest’omaggio da parte soprattutto delle nuove generazioni di critici e curatori?

«La domanda è simpatica. Ma che devo dire? Meglio tardi che mai? Del resto Duchamp ci ha messo cent’anni per essere metabolizzato. Non mi equiparo a Duchamp, sia chiaro, ma lo prendo a esempio di chi sceglie una ricerca da isolato. Di chi non è nella squadra e insegue un linguaggio che con quello delle altre squadre non c’entra niente. Ed è faticoso, mi creda, sostenere un linguaggio per cinquant’anni di seguito sentendosi soli».

Non ama la solitudine?

«Non è propriamente la mia passione. Ma se vuoi camminare in un bosco, non puoi far finta di essere in pianura. Quindi devi continuare a seminare sassolini per non perderti. Ogni tanto mi palesavo fuori dal bosco e tutti dicevano: “Ma che c’entra qui Baruchello?”, oppure “Toh: c’è anche Baruchello!”».

In asta da Wannenes il prossimo 9 giugno si trovano due lavori di Gianfranco Baruchello appartenenti alla stessa serie In Store, di cui 100 esemplari sono stati esposti alla grande mostra della Triennale di Milano.

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lotto 162
GIANFRANCO BARUCHELLO (Livorno 1924)
In store 126, 1990
Matita, pastelli colorati e acquerello su carta, cm 18 x 23,8
Firmato e datato in basso a destra
Stima € 1.500 – 3.000

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lotto 163
GIANFRANCO BARUCHELLO (Livorno 1924)
In store 105, 1989
Matita e smalti su carta, cm 18 x 23,8
Firmato e datato sul retro
Stima € 1.500 – 3.000

 

WANNENES, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2016
Tornata Unica ore 19.00 lotti 1 – 215
OPEN CARE / FRIGORIFERI MILANESI
VIA PIRANESI 10, MILANO

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Cocktail preview (su invito) lunedì 6 giugno 2016, ore 18.30
Esposizione opere dal 7 al 9 giugno, 10.00 – 18.00

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ROBERTO CRIPPA, ACROBATA DELL’ARTE

Roberto Crippa è innanzitutto uno spazialista. La sua pittura è potente, materica, coerente nelle intenzioni e mai scontata.

Anche la sua vita è avventurosa.

Roberto Crippa in una foto di Paolo Monti
Roberto Crippa in una foto di Paolo Monti del 1955

Laureato in Architettura a Milano, frequenta l’Accademia di Brera. Lì entra in contatto con i protagonisti dell’arte meneghina dell’epoca, e resta affascinato in particolare da Achille Funi.
Dopo un inizio orientato alla figurazione, con qualche deriva cubista, aderisce allo Spazialismo di Fontana. Nel 1949, 1950, 1954 e 1956 partecipa alla Biennale di Venezia.
Nel 1951 firma il Manifesto dell’Arte Spaziale e visita New York dove conosce il gallerista Alexander Jolas, che gli organizzerà mostre personali dalla cadenza annuale.
Nel 1962 rimane vittima di un incidente di volo: Crippa era un appassionato di acrobazia aerea, tanto che nel 1971 sarà invitato come rappresentativa italiana ai Campionati Mondiali di acrobazia.
L’incidente del ’62 lo costringe sulla sedia a rotelle per quasi un anno: ciò nonostante, riesce a partecipare con i suoi quadri a diverse esposizioni in Europa e Stati Uniti.
La sua tragica morte nel 1972, sempre durante un volo di preparazione ai Campionati Mondiali (l’aereo su cui è a bordo è precipitato nei dintorni dell’aeroporto di Bresso), lo consacra per sempre nel mito.

La pittura spaziale di Crippa degli anni ’50 è la più iconica e richiesta dai collezionisti.
In asta da Wannenes il prossimo 9 giugno a Milano troverete due lavori estremamente interessanti  per la loro rarità e provenienza.

La prima opera in asta (lotto 54 del catalogo) è una Spirale del 1951. Un olio su tela (cm 115 x 145) realizzato in concomitanza all’adesione al manifesto spazialista e al suo soggiorno a New York.

La seconda opera all’incanto invece è un superbo inno alla materia e al colore:
una Spirale del 1953 che arriva dalla Galleria del Naviglio.

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ROBERTO CRIPPA (Milano 1921 – Bresso 1972)
Spirale, 1953, Olio su tela, cm 50 x 60
Stima € 8.000 – 12.000
Provenienza: Galleria del Naviglio, Milano
Esposizioni: Fontana Vasarely, due mondi, due colture, due scuole a confronto, MACA Museo Arte Contemporanea, Acri, 2014

 

WANNENES, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2016
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Esposizione opere dal 7 al 9 giugno, 10.00 – 18.00

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Il catalogo sarà disponibile on line su www.wannenesgroup.com
Per i cataloghi cartacei: a.vigo@wannenesgroup.com
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ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA, IL CATALOGO È ON LINE

Da inizio novecento ai giorni nostri, passando per i maestri del Futurismo, i razionalisti, l’astrazione, gli anni ’50 e ’60 del bar Jamaica, il movimento per l’arte concreta, la Pop romana, il minimal, la grafica e l’incisione.
Un’asta come un viaggio, per raccontare attraverso oltre 200 lotti l’arte italiana ed internazionale del secolo breve, attraverso i capolavori dei suoi maestri: opere inedite e straordinarie scoperte.

Il prossimo 9 giugno la casa d’aste Wannenes batterà a Milano l’asta dedicata all’arte moderna e contemporanea. La vendita si terrà presso la sala Carroponte di Open Care, in via Piranesi 10. Il catalogo è disponibile QUI.

Dal 7 al 9 giugno sarà possibile visionare le opere all’esposizione, il cocktail preview è invece in programma nella serata del 6 giugno sempre presso Open Care.

Il catalogo milanese di Wannenes, con i suoi lotti ricercati dai nostri esperti nelle collezioni private di tutto il territorio, offre ai collezionisti interessanti possibilità di investimento e rivalutazione.
Approfittando della stanchezza degli investitori per i prodotti di fascia alta, che hanno patito un’inevitabile battuta d’arresto anche sul terreno internazionale, non resta che trovare spunti nella fascia media del mercato.

Tra gli highlights dell’asta segnaliamo un iconico lavoro di Kenneth Noland, un elegante composizione di Carol Rama, e un raro Paolo Scheggi giallo dalla provenienza eccellente.

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KENNETH NOLAND (Asheville 1924 – Port Clyde 2010)
10 May 1963, 1963
Acrilico su tela, cm 85 x 85, lato cm 60
Stima € 80.000 – 120.000

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CAROL RAMA (Torino, 1918 – 2015)
La guerra è astratta, 1971
Camere d’aria, gomme e fili di rame su tela, cm 80 x 100
Stima € 30.000 – 50.000

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PAOLO SCHEGGI (Firenze 1940 – Roma 1971)
Inter-ena-cubo, 1969
Moduli di alluminio smaltato giallo
cm 50 x 50 x 11    Stima € 30.000 – 50.000

 

WANNENES, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2016
Tornata Unica ore 19.00 lotti 1 – 215
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Esposizione opere dal 7 al 9 giugno, 10.00 – 18.00

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Il catalogo è consultabile on line su www.wannenesgroup.com
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Primavera di meraviglie da Wannenes

La stagione primaverile 2016 di Wannenes inizia con la tradizionale asta di “Argenti, Avori, Icone e Oggetti d’Arte Russa” del 16 maggio, che, con un ampio e variegato catalogo, dimostra la forte vocazione internazionale del dipartimento.

Di grande impatto decorativo l’imponente centrotavola a forma di veliero (o “Nef”) in argento tedesco, degli inizi del XX secolo (alto 115 e lungo 90 centimetri, pesa e 7.080 grammi), con il fusto in forma di delfini che regge il tre alberi dalle vele spiegate: la chiglia è decorata con scene di Nettuno (lotto 47, stima 18.000 – 22.000 euro). Le Nef, in uso sin dal tardo medioevo, venivano eseguite in argento e talvolta in oro per celebrare la ricchezza dell’anfitrione, in forma di vascello o “caracca; utilizzate in tempi più recenti come decoro per tavole suntuose, tradizionalmente servivano a contenere le vivande destinate al padrone di casa (nel caso di Principi e Sovrani il loro uso si accompagnava ad un complicato protocollo). 1895_193_8384

Da segnalare poi lo scaldino in argento napoletano del 1744 realizzato dall’orafo Manzone, con corpo ovoidale sagomato con scanalature verticali e coperchio traforato con arma araldica incisa, il manico elegantemente mosso a doppia voluta (lotto 188, stima 5.000 – 6.000), ed una acquasantiera in avorio francese del XIX secolo firmata Legrain, decorata con la figura della <i>Vergine con il Bambino</i> che poggia i piedi sul globo (lotto 210, stima 1.500 – 1.800 euro). Un oggetto da Grand Tour è poi la placca in micromosaico romano dell’Ottocento raffigurante la Tomba di Cecilia Metella (lotto 147, stima 20.000 – 25.000 euro). Per le icone si segnala l’esemplare rappresentante “La Vergine di Vladimir” con riza in argento dorato realizzata a Mosca tra il 1899 e il 1908 dall’orafo Kurlikov, che si impone per la sua domestica dolcezza (lotto 336, stima 10.000 – 15.000 euro): infine, per gli oggetti d’arte russa, un elegante “carnet de bal” in argento e smalti del 1890 circa proveniente da San Pietroburgo, di forma rettangolare e con decorazioni naturalistiche e la figura di Cupido (lotto 258, stima 400 – 600 euro).

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Nel catalogo delle ceramiche europee del 17 maggio troviamo una variegata scelta di opere tra XVI e XIX secolo.

Molte le maioliche: tra tutte, si citerà l’interessante piatto di servizio a soggetto allegorico, uscito dalle fornaci pavesi dell’inizio del Settecento e decorato dal noto pittore Sirio Antonio Africa, artista emblematico di questa produzione ceramica, con la rappresentazione di “Ercole e la Virtù” (lotto 403, stima 1.900 – 2.200 euro), e la bella raccolta di maioliche novesi, tra cui una rara serie di vassoi-centrotavola.

Piatto Pavia

Il nucleo della vendita è costituito da una raffinata collezione privata di vetri, per la quasi totalità boemi, realizzati nell’impero austro-ungarico a partire dal secondo quarto del diciannovesimo secolo: si tratta di un campionario affascinante delle grandi capacità artistiche e tecniche dei vetrai di questo periodo (a cominciare da quel Friedrich Egermann, sassone di origine  ma boemo di formazione, così importante per la storia del vetro ottocentesco in Europa).

Sono boccali, bicchieri, flaconi ed oggetti di decorazione in cristallo, spesso decorati con i colori vivaci che si mettevano a punto a partire dall’inizio del diciannovesimo secolo: le forme sono robuste, quasi scultoree, grazie alle possibilità di intaglio e modellazione offerte da questo materiale, e sono non di rado completate da incisioni di rara bellezza e qualità. È certo il loro grande impatto decorativo a fare di questi vetri l’oggetto di un collezionismo attento in Italia e all’estero.

Un bell’esempio è rappresentato dalla coppa in cristallo molato a fondo rosso, decorata con medaglioni incisi con simboli e iscrizioni (lotto 500, stima 550-750 euro).

Coppa Boemia

Sfogliando il catalogo di arredi e di arti decorative antiche, che conclude le tornate di vendita del 17 maggio, si attraversano quattro secoli di storia dell’arte, dal Quattrocento al Settecento: per il XV secolo è da segnalare un’ancona lignea realizzata da un intagliatore lombardo, con ante mobili dipinte da un pittore lombardo d’aria alpina, affascinante per il tono accostante e familiare con cui presenta alla contemplazione del fedele un trittico di presenze sacre tutto al femminile: costituisce un’importante e inedito esempio di manufatto altaristico di secondo Quattrocento, e coniuga scultura e pittura e cadenze tardo gotiche a decisi accenti rinascimentali, con notevole grazia e piena padronanza formale (lotto 760, stima 10.000 – 15.000 euro).

ALTAROLOTra le cose cinquecentesche spicca un intenso bronzo attributo a Guglielmo della Porta che ritrae papa Paolo III Farnese in età avanzata, tra il 1546-47: la sua traduzione in marmo bianco di Carrara, mischio e alabastro giallo è al Museo Nazionale di Capodimonte a Napoli, dove sono conservati altri due ritratti simili (lotto 837, stima 20.000 – 30.000 euro).

PAPA PAOLO III FARNESEInfine, un importante ed elegante piano in commesso di pietre dure e di aspri di Sicilia, denuncia la sua origine di sofisticato “memento” del Grand Tour per la presenza di una iscrizione che illustra le provenienze delle pietre: databile all’ultimo quarto del Settecento (lotto 1125), è stimato tra i 10.000 ed i 15.000 euro. PIANO IN COMMESSO

Turi Simeti, opere rare degli anni ’80

Di Redazione

I più attenti se n’erano accorti per tempo. Ma c’è ancora margine di crescita.
Il mercato di Turi Simeti non sembra subire battute d’arresto. Ignorato a lungo dai collezionisti e dai mercanti, negli ultimi dieci anni l’artista siciliano, che oggi vive e lavora a Milano, ha collezionato personali in gallerie italiane ed internazionali, è stato esposto e venduto ad Artefiera, al Tefaf, ad Artissima, a Basel. I suoi ovali estroflessi sono entrati a far parte delle più importanti collezioni. Non stupisce come dealer del calibro di Tornabuoni o della Mayor Gallery di Londra, o ancora De Buck a New York e Almine Rech a Bruxelles, abbiano acquistato e poi promosso molte opere di questo rappresentante autentico dell’arte italiana dagli anni ’60 in poi.

La sua biografia ufficiale sul sito della galleria Dep Art (che sta curando il catalogo ragionato, a cura di Antonio Addamiano e Federico Sardella) recita: “Turi Simeti nasce ad Alcamo il 5 agosto, in provincia di Trapani nel 1929. Si trasferisce a Roma nel 1958, dove avvia i primi contatti con il mondo dell’arte, e conosce tra gli altri l’artista Alberto Burri di cui frequenta lo studio. Da queste sollecitazioni deriva all’inizio degli anni Sessanta, una prima produzione di opere polimateriche. In questi stessi anni, Simeti soggiorna inoltre per lunghi periodi a Londra, Parigi e Basilea. Nei primi anni Sessanta, in sostanziale sintonia con coeve esperienze in ambito internazionale motivate da una comune volontà di azzeramento della tradizione e dei codici precostituiti dell’espressione artistica, il linguaggio di Turi Simeti si definisce attraverso l’acquisizione della monocromia e del rilievo come uniche forme compositive e si struttura principalmente intorno a un elemento geometrico, l’ellisse, che diventerà la cifra del suo lavoro artistico”.

Se volete approfondire la vostra conoscenza sull’artista qui trovate uno studio visit redatto recentemente dal Sole24Ore.

Attualmente il record di Turi Simeti all’incanto è di 200.176 euro, Sotheby’s London il 17/10/2014, all’Italian Sale. Sono molti comunque i passaggi alle aste e in fiera che valorizzano il mercato di Simeti. A livello geografico le collezioni più importanti che comprendono opere di Simeti sono italiane ma anche europee e statunitensi.

Nella prossima vendita di Wannenes, che si terrà a Milano presso Open Care il 9 giugno 2016 alle ore 19.00, troverete due opere iconiche di Simeti all’incanto.

Il primo è un raro cerchio degli anni ’80, in una variante molto elegante grigia.

Simeti, Superficie grigia con un tondo, 1989 rid

Turi Simeti
Superficie grigia con un tondo, 1989
Acrilico su tela sagomata, 120 x 120 cm
Autentica dell’Archivio Turi Simeti, n. 1989- GR1201
Bibliografia: L.Beatrice, Turi Simeti, opere 1990-2004, Milano 2004, p. 18, ill.; Turi Simeti. Catalogo Generale. Volume II, San Marino, 2010, p. 76, illustrato.
Stima: 25-35.000

Il secondo lavoro all’asta è particolare e raro in virtù dello sviluppo orizzontale.

Simeti, Un ovale bianco,1986

Turi Simeti
Un ovale bianco, 1986
Acrilico su tela sagomata, 18 x 120 cm
Autentica dell’Archivio Turi Simeti, Milano, n. 1986-B0181.
Bibliografia: Turi Simeti. Catalogo Generale, Volume II, San Marino, 2010, p. 75, illustrato.
Stima: 12-16.000 euro

 

WANNENES, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2016, ORE 19.00
OPEN CARE / FRIGORIFERI MILANESI
VIA PIRANESI 10, 20137 MILANO
Cocktail preview lunedì 6 giugno 2016, ore 18.30
Esposizione opere dal 7 al 9 giugno, dalle 10.00 alle 18.00

Kenneth Noland, tra espressionismo astratto e minimal

di Redazione

Acrilico e olio su tela grezza, per indagare gli aspetti geometrici della pittura.
Rombi, le linee parallele, in una costante ricerca della vibrazione ottica.

Il lavoro di Kenneth Noland (1924-2010) è estremamente raffinato. Artista statunitense scomparso nel 2010 a 85 anni, ha segnato in maniera indelebile la storia dell’arte americana del dopo guerra, in bilico tra i maestri dell’espressionismo astratto e quelli del minimalismo.
Nel 1964 ha partecipato alla Biennale di Venezia, assurgendo al palcoscenico più importante del mondo in rappresentanza del suo paese.
Le sue opere sono state esposte alla Washington Gallery of Modern Art ed al Museo Giudaico di New York, alla Tate di Londra.

Nella prossima vendita milanese di Wannenes, dedicata all’arte moderna e contemporanea, in catalogo un’opera estremamente iconica della produzione di Noland.

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Kenneth Noland (1924-2010)
10 May, 1963
olio su tela, 85 x 85 cm
Stima € 80.000 – 120.000

Si tratta di un olio di ottime dimensioni e in perfetto stato di conservazione.

Il mercato di Kenneth Noland ha subito una forte impennata nel corso degli ultimi tre anni e vanta un solido collezionismo statunitense e nord europeo, per lo più britannico. Nel 2015 sono ben 35 i lotti di Noland passati di mani nelle aste mondiali, per oltre 7 milioni di dollari di fatturato. Le opere più importanti degli anni ’60 possono superare il milione di euro. Si tratta di un artista sostenuto da gallerie importanti e con presenze museali già in essere. Tra queste citiamo innanzitutto la PACE Gallery, Paul Kasmin, e le italiane Fumagalli e Cardi, che ha appena concluso una monografica lo scorso 11 aprile.

Per apprezzare altre opere e per informazioni supplementari vi consigliamo il sito ufficiale dell’artista: http://www.kennethnoland.com/ 

Vi ricordiamo che l’opera è visionabile dal vivo nell’esposizione dal 7 al 9 giugno, dalle 10.00 alle 18.00, presso Open Care, via Piranesi 10, Milano.

WANNENES, ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

GIOVEDI’ 9 GIUGNO 2016, ORE 19.00
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